Ma soprattutto non so come chi non ha mai visto Via col vento abbia potuto fare i conti con miss Rossella, altrimenti detta la parte peggiore di sé. Quella parte viziata, vanitosa, egoista e insopprimibilmente protagonista. Quella che usa la migliore amica come strumento per stare vicino all’uomo che ama (accidentalmente anche di lei marito), arrivando perfino a dispensare promesse lacrimevoli tipo “mi prenderò cura di lui” in punto di morte (dell’amica, naturalmente, la perfida non muore mai, del resto “domani è un altro giorno”, sottotitolo “e so’ cazzi tuoi”). Quella parte di noi che morto un marito se ne fa un altro, ma soprattutto si va alla festa da ballo anche se pare male e nemmeno è finito il periodo di lutto.

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